Tappa 1 – Da Ciciliano a Cerreto Laziale

Il percorso parte da Ciciliano, borgo medievale dominato dal Castello Theodoli. Scendendo verso la valle, si imbocca il sentiero delle Quarantelle per risalire verso Sambuci, centro sviluppato attorno a Palazzo Astalli e ai suoi storici giardini all’italiana.
Da qui inizia il tratto più impegnativo sui Monti Ruffi: un sentiero ripido e sassoso risale tra boschi di querce e castagni, lungo antiche vie di pastorizia. Salendo di quota, la vegetazione si dirada aprendosi su radure calcaree, fino a incrociare il sentiero di cresta che conduce a Saracinesco.
Situato a oltre 900 metri, è il punto più alto della tappa ed è famoso per i suoi vicoli ripidi e le installazioni dedicate alla misurazione del tempo.
Infine, si prosegue in quota sui Monti Ruffi per poi scendere gradualmente lungo una sterrata, concludendo la tappa a Cerreto Laziale, un raccolto borgo medievale fatto di vicoli e piccole piazze.

Tappa 2 – Da Cerreto Laziale a Rocca Canterano

Da Cerreto si scende lungo una sterrata interpoderale, per poi risalire su asfalto verso Gerano.
Attraversate le vie del borgo, si imbocca la strada che conduce alla piana e alla caratteristica Chiesetta di Santa Anatolia. Da qui il sentiero riprende a salire costantemente verso la dorsale dei Monti Ruffi, sviluppandosi su sterrato e pietraie calcaree tra arbusti e boschi di conifere.
Dopo circa un’ora e mezza di salita si raggiunge il pianoro della Chiesetta di San Michele: l’edificio in pietra, isolato sulla sella della montagna, offre un punto di sosta panoramico con vista sulla Valle del Giovenzano e sui Monti Simbruini.
Il cammino prosegue in quota lungo il crinale, per poi scendere su mulattiere storiche fino a Rocca di Mezzo. L’ultimo tratto, su strada asfaltata, unisce la silenziosa frazione a Rocca Canterano, un suggestivo borgo costruito su uno sperone di roccia dove si conclude il trekking.

Tappa 3 – Da Rocca Canterano a Rocca Santo Stefano

Il percorso unisce i tre borghi di Rocca Canterano, Canterano e Rocca Santo Stefano attraverso i boschi e i sentieri di mezzacosta dei Monti Ruffi.
Si parte da Rocca Canterano, lasciandosi alle spalle lo sperone di roccia su cui sorge il borgo.
Il sentiero scende inizialmente lungo una vecchia mulattiera immersa in un bosco ceduo, fino a raggiungere Canterano.
Dopo averne attraversato i vicoli, si imbocca una carrareccia che, superata una breve discesa, sale con pendenza costante verso Rocca Santo Stefano.
Il tracciato si sviluppa all’ombra di querce e castagni che, in prossimità del paese, lasciano il posto agli uliveti.
All’arrivo, l’itinerario invita a esplorare i vicoli del piccolo insediamento e a godere del panorama sulla valle.

Tappa 4 – Da Rocca Santo Stefano a San Vito Romano

Oltrepassato l’abitato di Rocca Santo Stefano, l’itinerario prosegue per circa un chilometro e mezzo sull’asfalto, raggiungendo il Convento di San Francesco, un sobrio complesso in pietra isolato alle pendici del monte.
Da qui, in località Vado Canale, si imbocca il sentiero di Padre Filippo Sales che, tra boschi di castagno, sale di quota incrociando i manufatti di un vecchio acquedotto. Il tracciato inizia poi a scendere costantemente tra querce e carpini, costeggiando un corso d’acqua fino al fondovalle. Il sentiero termina nei pressi del cimitero di Pisoniano, da cui si segue la strada provinciale Empolitana per entrare nel borgo, i cui vicoli sono decorati con i caratteristici proverbi della saggezza contadina.
Usciti dal paese, si percorre un breve tratto di provinciale per poi prendere la strada interpoderale di Santa Vittoria, inoltrandosi in un sentiero immerso nel fitto sottobosco.
L’itinerario si conclude immettendosi nelle vie d’accesso al centro storico di San Vito Romano.

Tappa 5 – Da San Vito Romano a Capranica Prenestina

Il percorso collega la zona collinare di San Vito Romano all’abitato montano di Capranica Prenestina, risalendo i versanti dei Monti Prenestini lungo un tracciato storicamente legato alla transumanza e al commercio.
L’itinerario parte dalla zona alta di San Vito Romano, nei pressi del cimitero comunale. Qui si imbocca una sterrata che si trasforma in un sentiero stretto tra i boschi di querce, fino a incrociare la strada provinciale per Capranica Prenestina. Dopo averne percorso alcuni chilometri, si scende verso il Bosco monumentale di castagni e si imbocca il Sentiero del Ciuccio: un’antica mulattiera che sale decisa fino a immettersi nelle vie d’accesso di Capranica Prenestina, situata a oltre 900 metri di quota, concludendo la tappa nei pressi del nucleo storico.

Tappa 5 bis – Da San Vito Romano a Capranica Prenestina (variante)

Il percorso si sviluppa lungo i versanti che uniscono l’area collinare di San Vito Romano alle quote più elevate dei Monti Prenestini, seguendo antiche vie di collegamento rurale.
Il cammino inizia dalla periferia di San Vito Romano, nei pressi del cimitero comunale. Da qui si imbocca una strada sterrata che conduce alla strada provinciale; dopo averla percorsa per circa un chilometro, in corrispondenza di una curva a gomito caratterizzata da un piccolo giardino con cappella, si oltrepassa un cancello per salire verso i resti della Mola Bossi, un antico mulino ad acqua.
In questa zona l’ambiente si fa più umido e ombroso. Il sentiero continua a salire guadagnando quota, gli alberi ad alto fusto lasciano il posto a una boscaglia rada e ad affioramenti di roccia calcarea. Il tracciato supera gli ultimi tornanti fino a raggiungere il pianoro sommitale, immettendosi infine nel borgo di Capranica Prenestina, punto d’arrivo dell’escursione.

Tappa 6 – Da Capranica Prenestina a Guadagnolo

Il percorso si sviluppa interamente in quota lungo la dorsale dei Monti Prenestini, collegando i due centri più elevati del gruppo montuoso attraverso un itinerario panoramico e privo di vegetazione ad alto fusto.

Il cammino parte da Capranica Prenestina (circa 900 metri di altitudine). Uscendo dal borgo in direzione nord, si imbocca il Sentiero delle Creste, che segue fedelmente l’andamento della dorsale calcarea. Il fondo è prevalentemente roccioso e sconnesso, caratterizzato da pietraie affioranti e brevi tratti di prato montano destinati al pascolo brado.
L’itinerario procede con continui e modesti saliscendi, mantenendosi costantemente tra i 1000 e i 1100 metri di quota. Esposto ai venti e privo di ombra, il tracciato offre ampie vedute panoramiche sia verso la pianura romana a ovest, sia verso i Monti Simbruini a est.
Nell’ultimo tratto, la pendenza aumenta leggermente per risalire lo sperone roccioso su cui sorge Guadagnolo. Il percorso si conclude superando le ultime rampe di roccia viva, che immettono direttamente nella piazza inferiore della frazione, a quota 1218 metri.

Tappa 7 – Da Guadagnolo alla Mentorella e Ciciliano

Il percorso si sviluppa come un lungo itinerario di discesa e attraversamento, unendo le massime quote dei Monti Prenestini alle loro propaggini settentrionali, per poi concludersi ai piedi dei Monti Ruffi.
Il cammino parte da Guadagnolo (1218 metri). Si scende inizialmente lungo il sentiero rupestre che si snoda tra le pareti calcaree dello sperone roccioso, fino a raggiungere lo storico Santuario della Mentorella, situato su una rupe sporgente a quota 1018 metri.
Dal santuario, il tracciato prosegue in direzione nord lungo la dorsale montuosa, alternando tratti di bosco ceduo a radure. Il sentiero tocca prima le pendici del Monte Cerella e poi quelle del Monte Spina Santa, mantenendosi su tracce sterrate e pietraie con continui saliscendi. Tra boschi di carpini e roverelle, ha inizio la discesa più decisa verso il Passo della Fortuna (circa 470 metri), valico stradale naturale che separa i Monti Prenestini dai Monti Ruffi.
Oltrepassato il passo, l’itinerario imbocca vecchie mulattiere e strade vicinali fino a raggiungere l’ingresso di Ciciliano, dove il trekking si conclude.